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Spettacoli prosa 19/20 Stagione 2019/2020
10 dicembre 2019 - 15 dicembre 2019

Il rumore del silenzio | 10 – 15 dicembre

Prima Nazionale: 9 dicembre @ Teatro Elfo Puccini, Sala Shakespeare

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ph. Jacopo Gussoni

testo e regia Renato Sarti
con Laura Curino e Renato Sarti
disegni Ugo Pierri e Giulio Peranzoni
video installazione Fabio Bettonica

musiche originali Carlo Boccadoro
assistenti alla drammaturgia Salvatore Burruano, Chicco Dossi
si ringraziano Licia, Claudia, Silvia Pinelli e Piero Scaramucci
con il sostegno del Comune di Milano
con il patrocinio di
Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969,
ANED e ANPI provinciale di Milano
con il contributo di  CGIL, FISAC CGIL e FLC CGIL di Milano
produzione Teatro della Cooperativa
spettacolo sostenuto nell’ambito di NEXT ed. 2019/2020,

progetto di Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Cariplo

testo finalista 55° Premio Riccione per il Teatro

 

SPETTACOLO INSERITO IN INVITO A TEATRO

“Vorrei un giorno avere qualcuno da poter perdonare”

Il 12 dicembre 1969, alle 16:37, nella Banca dell’Agricoltura di piazza Fontana a Milano esplose una bomba che causò la morte di 17 persone e ne ferì 88. In seguito ai primi arresti, il 15 dicembre l’anarchico Giuseppe Pinelli, trattenuto illegalmente, morì innocente precipitando dalla finestra di un ufficio situato al quarto piano della Questura di Milano.
Ricordare a cinquant’anni di distanza, con la forza di uno spettacolo teatrale, il tentativo della destra eversiva di imporre la legge dei carri armati attraverso il caos, le bombe e l’uccisione di innocenti, è un atto doveroso innanzitutto nei confronti delle vittime delle stragi e dei loro familiari.
E altrettanto importante è ricordare i funerali di piazza Fontana del 15 dicembre, quando centinaia di migliaia di uomini e donne confluirono in Piazza Duomo per rendere omaggio, ma anche per vigilare e presidiare, e sembrava che lanciassero al mondo politico un silente e inequivocabile monito: “Quella bomba non ha colpito soltanto le vittime, ma tutta l’Italia. Noi siamo determinati a difendere la libertà e la democrazia conquistate a caro prezzo. Le lancette della storia non si riportano indietro!”.
Senza rinunciare a pochi ma essenziali cenni riguardanti i fatti politici e processuali, il testo si sofferma soprattutto sulla tragedia, spesso dimenticata, delle vittime e dei loro cari, concentrando l’attenzione soprattutto sugli aspetti umani, quelli circoscritti alla sfera prettamente personale.
Una messa in scena per rammentare agli “smemorati di turno” – sia a quelli senza, sia a quelli con secondi fini antidemocratici – che il teatro, anche quando tratta pagine di grande portata storica come questa, sempre dai legami affettivi e dai sentimenti umani più profondi deve partire o, dopo un lungo percorso, deve arrivare.

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