Via Hermada, 8 – 20162 Milano -

Tournée Tournèe 21/22
05 settembre 2022

MURI | 5 settembre, Varese

giulia_lazzarini_renato_sarti_teatro_della_cooperativa_muri_gorla_elfo_puccini

Comune di Varese Paul & Shark Yachting
 presentano

Estate con grandi attori

Ai Giardini Estensi la rassegna dedicata al teatro di prosa
Sul palco Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni, Giulia Lazzarini

Prende vita la rassegna Estate con grandi attori: tre spettacoli dedicati al teatro di prosa, per portare a Varese, sul palco dei Giardini Estensi, i grandi interpreti della scena nazionale. Luca Zingaretti, Fabrizio Gifuni e Giulia Lazzarini sono infatti i protagonisti dei tre appuntamenti che si terranno all’interno della tensostruttura nel cuore del parco cittadino, per una rassegna di teatro sotto le stelle. Al via lunedì 13 giugno, con La Sirena, Lettura di Luca Zingaretti dal racconto Lighea di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: un’opera diretta e interpretata da Luca Zingaretti; lunedì 20 giugno con La fatalità della rima. Omaggio a Giorgio Caproni, con l’ideazione e interpretazione di Fabrizio Gifuni; infine lunedì 5 settembre con Muri. Prima e dopo Basaglia, scritto e diretto da Renato Sarti e interpretato da Giulia Lazzarini. La programmazione artistica e organizzativa della rassegna varesina è realizzata grazie alla collaborazione con il direttore del Teatro Elfo Puccini di Milano, Fiorenzo Grassi.

MURI | Prima e dopo Basaglia

Lunedì 5 settembre | 21:30 | Tensostruttura dei Giardini Estensi Via Sacco, 5
Prevendita biglietti e abbonamenti 
MIV – Multisala Impero Varese

ph. E. Boga

ph. E. Boga

-
testo e regia Renato Sarti
con Giulia Lazzarini
scene Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
disegno luci Claudio De Pace
produzione Teatro della Cooperativa
in coproduzione con Mittelfest
con il sostegno di Regione Lombardia – progetto Next2010
con il sostegno della Provincia di Trieste
Finalista Premio Riccione per il Teatro 2009 | Premio Anima 2012
Premio Le Maschere del Teatro Italiano a Giulia Lazzarini
come miglior interprete di monologo 2015

 -

Trieste, 1972. Avevo cominciato da poco a fare l’attore in un piccolo gruppo teatrale quando la direzione dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale ci concesse l’uso del teatrino situato nel comprensorio manicomiale. La condizione era che alle prove e agli spettacoli potessero avere libero accesso gli utenti. Tra questi c’era Brunetta, una ragazza lobotomizzata, che aveva marchiata sul volto tutta la violenza di cui le istituzioni sono capaci: pochi denti, occhi infossati, cicatrici sulla testa. Insieme a una parte del cervello le avevano tolto anche la capacità di camminare diritta e l’uso della parola. Ciondolava in avanti, tenendo le braccia a penzoloni e si esprimeva a mugugni. Spesso si sedeva con noi alla ricerca di una sola cosa: l’affetto, che per anni le era stato negato, e ricambiava ogni nostra attenzione aprendosi in un sorriso che, nonostante fosse sdentato, era meraviglioso. Nel 1974 mi sono trasferito a Milano. Brunetta non c’è più da parecchi anni, ma i suoi sguardi e la sua storia fanno indelebilmente parte della mia.

Camicie di forza, sporcizia, ricorso massiccio (a volte letale) a docce fredde, psicofarmaci, pestaggi, elettroshock. Lobotomia. Questo era il manicomio prima dell’arrivo di Franco Basaglia: una sorta di lager, in cui veniva perpetrata ogni tipo di coercizione. Con il suo intervento, il dialogo e il rispetto presero il posto della violenza, rendendo labilissima la precaria distinzione tra la “normalità” del personale preposto alla cura e la “follia” dei ricoverati; fra curanti e pazienti scattava una complicità all’insegna della comprensione e della condivisione della umana sofferenza.

Scritto in base alle testimonianze di alcune infermiere, e su tutte quella di Mariuccia Giacomini, Muri racconta della vita in manicomio prima e dopo la rivoluzione voluta da Franco Basaglia. La protagonista riflette sulla sua esperienza trentennale di infermiera e lo fa con una nostalgia particolare, quela del poeta, quela che te sa tropo ben che non pol tornar, ma soprattutto con la lucidità di chi si rende conto che la straordinaria spinta di mutamento di quegli anni col tempo si è affievolita e rischia di finire inghiottita dall’indifferenza generale. La legge Basaglia rappresenta uno dei punti più alti della storia della nostra democrazia. È stata una delle grandi conquiste di carattere sociale, umano e civile del nostro Paese. Dobbiamo conoscerla, difenderla, perché bisogna sempre riaffermare con forza che le lancette della storia non si possono e non si devono riportare indietro.

Renato Sarti

ACQUISTA ONLINE

  • linkedin
  • pinterest
Aggiungi appuntamento
05 settembre 2022