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Distribuzione Produzioni

Gorla fermata Gorla

Gorla fermata Gorla

produzione Teatro della Cooperativa con il sostegno del Comune di Milano
di Renato Sarti
con Giulia Lazzarini, Federica Fabiani, Matthieu Pastore
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
durata spettacolo 60 minuti

Il mattino del 20 ottobre del 1944, alcuni aerei della Air Force, dopo aver bombardato l’area nord di Milano, scaricarono le bombe residue sulla città. Una di queste, per una tragica combinazione, sfondò il tetto della Scuola Francesco Crispi di Gorla, si infilò nella tromba delle scale ed esplose nella cantina dove si erano rifugiati gli alunni, uccidendone centottantaquattro.

Fu uno degli episodi più terribili di tutta la Seconda Guerra Mondiale, ma rischia di svanire dalla memoria della città: oggi, per i più, Gorla è solo una fermata del metrò.

Il drammaturgo e regista Renato Sarti ha rievocato, con linguaggio teatrale, quel tragico evento, basando il suo lavoro sulle pubblicazioni, i documenti militari, i libri, gli articoli e, soprattutto, sulle testimonianze dei sopravvissuti. Due giovani attori, Federica Fabiani e Matthieu Pastore, danno voce ai bambini che quel giorno persero la vita, mentre a Giulia Lazzarini, attrice di grande sensibilità, che al tempo viveva proprio vicino al quartiere di Gorla e ricorda perfettamente quei momenti drammatici, è affidata la testimonianza dei sopravvissuti.

Per informazioni > distribuzione@teatrodellacooperativa.it

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Rassegna Stampa

Simona Spaventa, la Repubblica, 27 novembre 2015

Chi ha visto e amato Muri […] già si aspetta una serata speciale. Non delude le attese Gorla fermata Gorla, in cui attrice e regista-autore ritrovano la stessa alchimia. […] Tutto è filtrato dallo sguardo ingenuo dell’infanzia e da una certa comicità fiabesca, sottolineata dalle musiche di Carlo Boccadoro e da un ulteriore filtro, lo schermo trasparente su cui appaiono le fotografie di una Milano lontanissima, bella e ferita. Un mondo che rivive nel racconto intimo e diretto della Lazzarini, che anche qui non si limita a leggere, ma si identifica nel suo personaggio, una bimba furba e di milanesissimo spirito concreto e birichino, con grazia e umorismo, con una finezza che fa dimenticare leggio e copione. Un plauso speciale a lei, sempre ineguagliabile nel cogliere le sfumature, e un bravo a Sarti che ha trovato la cifra di un teatro civile preciso nella ricostruzione dei fatti ma lontano da ogni retorica, palpitante d’emozione senza cadere nel mélo. […] Niente da eccepire.

Magda Poli, Corriere della Sera, 27 Novembre 2015

Renato Sarti, con impegno civile e lievità drammaturgica che non scade mai nel didascalico, […] affida alla bravissima Giulia Lazzarini il ruolo di una bimba sopravvissuta che […] interloquisce con due bimbi, i bravi Federica Fabiani e Matthieu Pastore, morti quel giorno.

Simona Lomolino, Stratagemmi, 27 novembre 2015

Renato Sarti filtra testimonianze, documenti storici e immagini d’epoca con sensibilità e delicatezza, per costruire uno spettacolo dinamico ed emotivamente coinvolgente, che evita la retorica e i toni tragici ma si tiene sul filo tra cronaca ed elegia. […] Con questa pièce Sarti dà ulteriore prova di una sensibilità storica e civile dimostrata in tanti spettacoli […]. Il felice binomio con la Lazzarini e la fresca interpretazione di Pastore e Fabiani, riescono a rendere lo spettacolo quasi lieve, nonostante i temi trattati. Ancora una volta è affidata al teatro la responsabilità di non dimenticare, in un momento storico in cui parlare di morte, di attentati, di memoria è sfida particolarmente delicata. Allora consola e commuove una sala gremita di spettatori di tutte le età, con classi scolastiche sedute accanto ai sopravvissuti di Gorla.

Marta Abbà, Omnimilano, 25 novembre 2015

Delicatamente intenso, “Gorla fermata Gorla” è un invito a fermarsi a pensare. […] Una voglia di memoria che trova perfetta interprete in Giulia Lazzarini […] che fa onore allo spettacolo architettato e diretto da Sarti dimostrando come il teatro civile fatto con onestà e purezza ha tutta la potenza necessaria per riempire i teatri. […] Stupore per la coreografia geniale e di grande efficacia, per la potenza dei testi e l’armonia tra parlato e recitato. […] Nell’ora e poco più di spettacolo da seguire in apnea, confluiscono testimonianze, documenti, memorie dei sopravvissuti. Materiale raccolto in una attenta e devota ricerca sul campo di Sarti che ha poi cucito tutto con grande pazienza ma soprattutto con infinita dolcezza. Una dolcezza che Lazzarini trasmette al meglio.