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showpero

produzione Teatro della Cooperativa

SHOWPERO
di Renato Sarti, Flavio Pirini e Pasqualino Conti
regia di Renato Sarti
con Flavio Pirini e Pasqualino Conti

foto di Emiliano Boga

Flavio Pirini (cantautore acrobatico) e Pasqualino Conti (comico metafisico) incrociano le braccia. Per protesta. Ma per farlo saranno in scena. Ma allora che sciopero è? È uno Showpero. Come novelli arruffapopoli Pirini e Conti cavalcheranno lo scontento e la protesta. Entreranno con i piedi nei piatti di spinose polemiche, accesi dibattiti e scottanti questioni. Infiammeranno le coscienze, stimoleranno il dissenso e inviteranno alla partecipazione.

Naturalmente con il solo scopo di aumentare il loro consenso popolare.

Partecipate quindi. Non servirà a niente,

ma almeno ci saremo sfogati!

Flavio Pirini. Cantautore, attore, fumatore, predicatore. Ha realizzato quattro opere discografiche che ha tenuto perlopiù segrete, ma i suoi amici lo sapevano. Scrive canzoni serie anche allegre e canzoni comiche anche amare. Colto da manie di grandezza millanta di fare teatro-canzone. Inspiegabilmente, in alcuni casi, vi riesce. È in attesa di una luminosa carriera da circa ventitré anni.

Pasqualino Conti. Comico, pittore, intrattenitore, agricoltore. Membro storico del gruppo di comici “Scaldasole”, con loro ha girato moltissimi teatri italiani. Per una svista degli autori è anche riuscito in una occasione ad apparire in TV, ma non si è montato la testa. Scrive e interpreta i propri testi dei quali però nessuno capisce il significato. Nonostante questo il pubblico ride ma il motivo resta un mistero.

I nostri due prodi sono abituati da sempre al brusio di sottofondo, a ragazzi che limonano in prima fila, all’ubriacone di turno che ha sempre qualcosa da ridire. Anni e anni di teatro/cabaret nella concezione più alta, consumati dove di più è la polvere che negli anfratti nascosti del palco si annida, se non rispondi a tono sei finito, carpire il silenzio assoluto è un miracolo. Avrebbero voluto optare per una spazio più consono al gesto eclatante, tipo una gru o una torre, ma erano già occupate, entrambi soffrono di vertigini e poi – diciamocelo – non se li sarebbero filati nessuno. Qualcuno potrebbe sospettare che in questo caso la protesta serva per ottenere una risonanza mediatica; non è un sospetto, è una certezza, l’architrave su cui si regge una performance, in cui sarà lo spettatore a suggerire i temi da affrontare. Pirini – con le sue canzoni ora corrosive ora malinconiche – e Conti – con le sue riflessioni profonde perché senza capo né coda -, si gettano senza cintura o protezione in un salto nel vuoto, tranquilli come coloro che si apprestano ad un bungee jumping sapendo che non c’è traccia di alcun elasticone nei paraggi”.

Renato Sarti

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