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Distribuzione Produzioni

La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore – p

La molto tragica storia di Piramo e Tisbe che muoiono per amore – p

produzione Teatro della Cooperativa
liberamente tratto dalla scena dei comici del Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare
adattamento e regia Renato Sarti
con Federica Fabiani, Milvys Lopez Homen, Marta Marangoni, Rossana Mola, Elena Novoselova e Rufin Doh Zéyénouin
scene Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
canzoni originali Cochi Ponzoni e Flavio Pirini
durata spettacolo 80 minuti

Quando si parla di comicità, spesso ci si dimentica del contributo fondamentale − per intelligenza e ironia − apportato da attrici del calibro di Franca Valeri, Franca Rame, Ave Ninchi e Tina Pica.
Le tre scene degli artigiani che rappresentano la Tragedia di Piramo e Tisbe durante le nozze dei signori nel “Sogno di una notte di mezza estate” sono un appuntamento costante del teatro comico, e tanto più i maldestri interpreti della sgangherata compagnia amatoriale cercano di essere tragici e di commuovere il pubblico, quanto più esilarante è il risultato ottenuto.
Alcuni anni fa misi in scena una personale versione del capolavoro di Shakespeare, in cui anche le scene dei comici furono reinventate. La sgangherata compagnia amatoriale non era composta da artigiani che facevano i mestieri tipici del tempo, come nel testo originale, ma dalle dipendenti di una moderna impresa di pulizie, tre delle quali straniere.
Il desiderio di rivedere sul palco quello straordinario gruppo di attrici, affiancate dall’ivoriano Rufin Doh nei panni del loro datore di lavoro, e il successo a dir poco travolgente di quelle scene mi hanno convinto a presentarle, ampliate e rivedute, in uno spettacolo a sé stante.
Nel momento in cui ho deciso di adattare questo testo ero conscio del rischio in cui potevo incorrere, ossia quello di attirarmi le più feroci critiche da parte degli addetti ai lavori e di quegli spettatori legati al testo originale da una sorta di rispetto reverenziale, e direi quasi devozionale. A sostenermi, però, c’era la convinzione che Shakespeare riusciva a coinvolgere il pubblico perché nelle sue opere non affrontava solo i grandi temi universali della vita e dell’uomo, ma anche perché parlava, in modo diretto e vivo, dei problemi legati al quotidiano. Quando questo non avviene, nel migliore dei casi si rischia di fare un “teatro museale”.

Renato Sarti

Per informazioni > distribuzione@teatrodellacooperativa.it

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Rassegna Stampa

Daniele Stefanoni, Dramma.it
Un testo arguto e molto divertente, che salta da un genere all’altro con disinvoltura, […] un po’ aguzza satira politica, un po’ costume e società alla Woody Allen, un po’ colta reinterpretazione degli stilemi comici del Bardo in chiave ribaltata, moderna. Ma il segreto è tutto qui, come ogni piatto di alta cucina parte da ingredienti in sé di poca cosa, ma è il compendio che determina il successo. Così anche per questo spettacolo, il risultato è azzeccato, si ride molto, si pensa, si esce soddisfatti alla sensazione di aver fatto parte di qualcosa. Qualcosa che non è solo uno spettacolo di qualità che piacerebbe tanto vedere circuitare […]. È qualcosa che riesce nella rarissima impresa di tenere insieme le pensionate del quartiere con i ragazzi del centro sociale, la coppia elegantona alla prima uscita (lui le ha regalato i fiori e le tiene la mano) con il giornalista che ha guidato un’ora per arrivare fin lì. Non era nato per questo scopo il teatro?  
Maria Giulia Minetti, La Stampa
Renato Sarti, una delle vere glorie del teatro italiano, attore, autore, regista sempre in mezzo alle battaglie dell’attualità e sull’attualità della memoria, […] dall’intricatissimo plot del «Sogno» estrae la sola vicenda dell’allestimento della «Assai dolorosa commedia con la crudelissima morte di Piramo e Tisbe» e, conditala con molte personali aggiunte, la ricrea come storia autonoma. Se posso permettermi un’iperbole, ne fa un capolavoro: piccolo, perché in fondo è solo uno scherzo; grande, perché ha la grazia dell’equilibrio perfetto. Raramente si ride tanto come davanti alla goffaggine irresistibile del gruppo d’attori improvvisati di «Piramo e Tisbe». […] Perché un’operazione del genere riesca ci vuole vera genialità dell’autore/regista e performance super degli interpreti (5 donne e 1 uomo). Qui si fa l’en plein. Il pubblico si sbellica.
Sara Chiappori, La Repubblica
A monte resta Shakespeare, in scena esplode un gioco comico che si fa beffe della filologia teatrale.
Maddalena Giovannelli, Stratagemmi e Milano X
Lo spettacolo prende velocità e trascina progressivamente il pubblico, conquistato anche dall’energico ed evidente divertirsi sul palco delle attrici. Renato Sarti cerca un teatro comico che sia allo stesso tempo gioco mai volgare sui luoghi comuni, leggero divertissement, ritmo incalzante, liberatorio rovesciamento.
Chiara Albricci, Wu}Magazine
L’effetto comico è dirompente, la tragica ironia travolgente.
Federica Solaro, teatrimilano.it
Le prove per la messa a punto della tragedia si sviluppano in un climax di ritmo, battute irresistibili (a volte persino per gli attori) e gag esilaranti […]. Da piangere dalle risate. […] Bravissimi tutti gli attori che hanno saputo trasformare i loro personaggi in maschere della commedia dell’arte. […] Una pièce tutta da ridere che saprà come farvi trascorrere due piacevolissime ore.
Claudio Facchinelli, Sipario
Uno spettacolo intelligente, che esalta una comicità declinata specialmente al femminile, solo apparentemente leggero e disimpegnato, col quale Renato Sarti non solo riesce a farci ridere di cuore, senza andare sopra le righe, senza mai cedere alla volgarità, ma ripropone quel suo engagement, qui praticato in punta di penna, che caratterizza da sempre, con coerenza, le sue scelte professionali ed artistiche.