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Distribuzione Produzioni

Coppia aperta, quasi spalancata

produzione Teatro della Cooperativa
di Dario Fo, Franca Rame
con Alessandra Faiella e Valerio Bongiorno
regia Renato Sarti
scene e costumi Carlo Sala
musiche Carlo Boccadoro
disegno luci Luca Grimaldi
durata dello spettacolo 65 minuti

Dario Fo e Franca Rame hanno scritto “Coppia aperta, quasi spalancata” nel 1982, in un periodo in cui l’Italia, grazie ai movimenti di contestazione e soprattutto al contributo di quello femminista, cominciava a svincolarsi dal giogo clerico fascista, come aveva dimostrato l’approvazione delle leggi sul divorzio, l’aborto e l’annullamento del delitto d’onore. Si dovrebbe dedurre quindi che “Coppia aperta, quasi spalancata” sia oggi un testo superato? Assolutamente no. Secoli di repressione e di machismo non spariscono al primo colpo di tosse. Per di più negli ultimi vent’anni le forze reazionarie hanno cercato di minare alla base i grandi mutamenti culturali e le conquiste civili ottenute. Se è vero, anche se qualcuno si illude del contrario, che le lancette della storia non si possono portare indietro, è altrettanto vero che il testo è sempre attuale e porta il pubblico, soprattutto quello maschile, a riconoscersi nel personaggio in scena e a dire: “Caspita, ma quello sono io”.
Bisogna anche avere il coraggio di ammettere che quel tentativo di coppia aperta, di “corna democratiche”, non è riuscito e in una buona parte è quasi sempre naufragato nell’ipocrisia.
“Eh sì, bisogna dire che la coppia aperta ha i suoi svantaggi. Prima regola: perché la coppia aperta funzioni, deve essere aperta da una parte sola: quella del maschio! Perché se la coppia aperta è aperta da tutte e due le parti ci sono le correnti d’aria!”
Mettere in scena oggi questo spettacolo significa non solo ricordare un’attrice, una donna straordinaria che ha dato tanto a tutti noi e ha pagato fino in fondo le sue scelte, ma anche rendere omaggio alla sua intelligenza e al suo talento. Proprio perché il compito non è dei più semplici, ci siamo affidati alla bravura e alla verve di Alessandra Faiella che, grazie ai recenti successi e la grande maturità attoriale raggiunta, è una delle regine del “far ridere facendo pensare”, erede di quella tradizione che ci ha regalato personaggi straordinari come Tina Pica, Franca Valeri, Mariangela Melato e Lella Costa.
Sul palco, accanto ad Alessandra, che ha avuto la fortuna di lavorare all’inizio della sua carriera proprio con la coppia Fo-Rame ne “Il Papa e la strega” e di ricevere il generoso aiuto di Franca per la messa in scena di “Sesso? Grazie, tanto per gradire!”, c’è un attore d’esperienza come Valerio Bongiorno, capace di superare la caratterizzazione brillante, ed esteriore, e di dare al ruolo del marito il giusto spessore.
A dirigerli Renato Sarti, interessato a sottolineare la forza comunicativa e l’attualità di questo testo che, anche se procede con il passo grottesco della commedia, in un susseguirsi continuo di dialoghi serrati, situazioni ai limiti del paradosso e colpi di scena tragicamente comici, parla delle dinamiche sentimentali che legano una coppia oggi come ieri. Un testo che denuncia l’arretratezza emotiva, culturale e affettiva di certi uomini “sempre arrazzati” e soprattutto pronti a menar le mani, quando non a far di peggio, e valorizza la sensibilità e l’ironia di donne come Antonia, eroina di tutte le mogli tradite e trascurate, capace di dire: “Tutte ’ste storie di letto, letto, sempre letto! Con tutti i mobili che ci sono per casa…”.

Per informazioni > distribuzione@teatrodellacooperativa.it

 

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Rassegna Stampa

Clara Castoldi, La Provincia di Sondrio, 1 febbraio 2016
Un teatro che fa bene, semplicemente perché fa bene all’animo, perché ci diverte ma con intelligenza […] Il pubblico non ha smesso di ridere dall'inizio alla fine. […] I due protagonisti sono stati magistrali. Faiella qui dà veramente del suo meglio. Si è di fronte a una commedia di esplicita ironia, tanto da non riuscire a contenere le risate. Applausi ripetuti a scena aperta per la coppia teatrale, che dà dimostrazione di affiatamento e spessore professionale.
Il Giorno, 31 gennaio 2016
Spettacolo interrotto solo dall’ilarità continua del pubblico e dal deciso consenso che questo ha voluto tributare agli attori, bravissimi.
Dario Paladino, Il cittadino, 15 gennaio 2016
Gli ingredienti per il successo dello spettacolo c’erano davvero tutti. Innanzitutto il testo, strepitoso, fresco e brillante, in questa versione adattato alla satira politica e di costume attuale, ma non per questo appesantito, anzi pieno di citazioni che hanno provocato una specie di straniamento brechtiano, ma tutto comico e surreale. […] Un congegno ad orologeria ben oliato, che non perde mai colpi.
Adelio Rigamonti, Sonda.Life, 20 settembre 2015
Il testo contestualizzato nel presente offre allo spettatore […] un’infilata di battute che obbligano alla risata. […] In scena una smagliante Alessandra Faiella ottimamente supportata da Valerio Bongiorno nel ruolo di marito e spalla. Alessandra si misura in caratterizzazioni irresistibili in cui mostra un grande equilibrio tra mestiere e genialità. Valerio Bongiorno esalta la propria storia attoriale maturata nella Filarmonica Clown, dando saggi esilaranti di mimica soprattutto facciale. Entrambi accortamente e coerentemente con la loro professionalità lontani dai modelli Fo e Rame. Bravi. Pubblico entusiasta.
Vincenzo Sardelli, PAC - Magazine di Arte & Culture, 16 ottobre 2014
Vai alla Cooperativa, e capisci che cosa sia la professionalità in questo mestiere. […] La regia sobria di Renato Sarti rispetta un testo sferzante, ricco di dialoghi serrati e colpi di scena. Qualche anacronismo attualizza il copione, rendendolo ancora più graffiante. La scena interno casa (di Carlo Sala) attrezzata come una palestra irride il mito odierno della perfetta forma fisica. Gli attrezzi si riempiono di significati simbolici (un manubrio diventa propaggine priapea). Creano movimento scenico. Sarti […] asseconda la verve comica degli attori. Alessandra Faiella accende l’ilarità con naturalezza disarmante. Padroneggia i tempi della comicità. Non esaspera i toni. L’espressività le appartiene come una cicatrice. Faiella interpreta sfumature variegate dell’animo femminile. Le donne in platea s’identificano con il personaggio. L’incontro rivela persino lati nascosti della loro personalità. Nel connubio artistico, Valerio Bongiorno ritrova lo smalto migliore. Supera la caratterizzazione bizzosa, esteriore, da commedia dell’arte. Si lascia andare. Dà spessore e complessità al ruolo di marito.
Magda Poli, Corriere della Sera, 15 ottobre 2014
Una «Coppia aperta» che non tradisce l’originale di Fo-Rame. L’omaggio a Franca Rame e Dario Fo […] ora affidato al talento comico dell’estrosa Alessandra Faiella e a Valerio Bongiorno, guidati dalla regia vivace di Renato Sarti. La commedia si sviluppa sul piano del grottesco, in dialoghi veloci rinverditi da battute sull’oggi, surreale e paradosso vanno a braccetto. […] Comicità efficace.
Fabio Di Todaro, Persinsala , 13 ottobre 2014
Il regista Renato Sarti riesce a rendere chiare le idee, contando anche sullo spirito e le abilità di Alessandra Faiella, attrice che iniziò la sua carriera proprio al fianco del Premio Nobel e della sua compagna. Al suo fianco c’è Valerio Bongiorno, nei panni del marito fedifrago e impunito.
Tiziana Montrasio, Il Sole 24 Ore, 11 ottobre 2014
Chi meglio di Alessandra Faiella poteva indossare i panni della moglie in “Coppia aperta, quasi spalancata” testo sacro della contestazione antiborghese scritto da Dario Fo e Franca Rame? […] La regia di Renato Sarti ha reso attuale il tema, confezionando una commedia brillante, a tratti grottesca, con ritmi serrati e di sicura efficacia, grazie ai due interpreti professionisti, distanti per formazione e proprio per questo complementari. Lo spettacolo, che ha avviato con successo la stagione del periferico Teatro della Cooperativa, fa leva soprattutto sulla figura femminile sfruttando a pieno la vena comica della Faiella. […] L’attrice, a suo completo agio nel ruolo, insiste nei toni drammatici ma anche esilaranti della moglie disperata e ‘cornuta', lasciando emergere con impietosa nitidezza i contorni meschini e infantili del coniuge, interpretato da un bravo Valerio Bongiorno.
Marialuisa Montedoro, Breakaleg, 10 ottobre 2014
Riproposto da un Sarti che non conoscevo, alle prese con il lato leggero delle cose. Qui si ride, e tanto, grazie soprattutto alle interpretazioni della Faiella, e non a caso uso il plurale (vedere per credere, e soprattutto per ridere).
Marta Abbà, Martinside, 8 ottobre 2014
Risate sane, mai strappate a forza […]. C’è tutta la splendida saggezza di Franca Rame che la sa instillare con battute originali e scene agili. Scivolano le parole e le gag, resta un profondo senso di realtà sotto le risate della serata. Alessandra Faiella, sempre più espressiva e sferzante nelle battute dette o mimate con viso e corpo. Bongiorno che sa starle affianco da “perfetto” marito disastroso.
Ivan Filannino, Milanoteatri, 7 ottobre 2014
Una grande pièce della coppia Rame-Fo. Alessandra Faiella è una intrattenitrice unica, capace di far ribaltare il pubblico dalla sedia con il solo movimento delle ciglia, Valerio Bongiorno lavora nelle retrovie, il suo personaggio è più sottile e pungente. Il risultato è apprezzato da pubblico e critica.
Emanuela Dini, Lo Spettacoliere, 7 ottobre 2014
Uno spettacolo che ai tempi fece storia, un testo di 32 anni fa, che ha subìto qualche necessario “ritocchino” per renderlo più aderente ai nostri giorni. […] Un lifting supportato dalla bravura e autoironia di Alessandra Faiella, straordinario talento comico, e dall’esperienza di Valerio Bongiorno che dà vita al povero marito “un po’ pirla” ritagliandosi anche autentici momenti di virtuosismo e spessore. Uno spettacolo scoppiettante e di facile impatto, graditissimo dal pubblico, con frequenti applausi e risate a scena aperta; un divertimento garantito, un giusto omaggio al “come eravamo” – o come siamo, ancora oggi ? – su questioni di amore, sesso e corna.